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ENPALS & SIAE:

Una Nuova Sinergia Nel Mondo Dello Spettacolo.

"Note di Sintesi" redatte da Gianluca Rotino (Consulente Questioni Legali ASAE) per l'intervento al Convegno del Forum dello Spettacolo il 30/04/01

A tutte le Associazioni di categoria

Oggetto: Convegno Forum dello Spettacolo, gravi accadimenti

 

In data odierna ho avuto il triste privilegio di assistere ad una delle più preoccupanti défaillances della cd categoria dei musicisti.

Tale convegno, e cito dalla lettera di invito, aveva ad oggetto :« ENPALS e SIAE: Una nuova sinergia nel mondo dello spettacolo»”, e proseguendo precisava che «La discussione che  vogliamo stimolare si pone l’obiettivo di informare i molteplici soggetti interessati sulla applicazione pratica della Convenzione stipulata fra i due enti ed ufficializzata dall’art.79 della legge finanziaria, che ha disegnato il nuovo ruolo della SIAE».

Ebbene, sono sicuramente risultati esaustivi nelle motivazioni, nei pregi ed elogi di tale accordo il Dott Mori (Commissario ENPALS) ed il Dott. Giovanetti (Responsabile Normative Previdenziali SIAE), ciò che invece è stato tralasciato, come sempre, è la sempre presente problematica di fondo che riguarda la natura della SIAE, problema che investe ogni aspetto della vita professionale di chi vive di “musica”.

Come giurista il mio intervento voleva informare quei “molteplici soggetti “di quale fosse il nuovo ruolo della SIAE, e quali le problematiche che qualunque giurista rileva in esso, alla luce anche della collaborazione con l’ENPALS.

Per permettere che ciò accadesse ho regolarmente iscritto il mio nome nella apposita lista degli interventi e qui si colloca il punctum dolens. Una volta presa la parola e ventilata una irregolarità alla luce delle norme comunitarie sulla concorrenza, sono stato ripetutamente interrotto e rimbeccato dal Sig. Roberto Pietrangeli, firmatario della stessa lettera di invito da cui ho preso spunto, il quale, alla fine ha invitato solertemente il moderatore a togliermi la parola. Poco contava l’interesse ed il plauso dei “molteplici soggetti interessati” presenti in sala.

Saturo oramai di sterili polemiche, dopo sei anni dedicati alle problematiche SIAE/Artisti, ed accortomi della sostanziale impossibilità di raggiungere il punto della discussione (n.d.r. qualificazione SIAE ed ordinanza di ripartizione), io stesso ho restituito il microfono al Sig. Pietrangeli (nb.: non al moderatore), sdegnato per quello che risulta essere un ulteriore atto oscurantismo della realtà SIAE ed imbavagliamento di verità che sembrano scomode. Anche qui, evidentemente, poco conta il plauso della sala al mio gesto di sdegno.

La défaillances si riscontra nella occasione mancata, nell’ulteriore soggetto che volendosi far carico dei problemi di una variegata categoria, che di questioni da risolvere ne ha tante, in realtà persegue fini dettati dalle sue sole competenze, senza dare ascolto ad altre voci e, certamente, non facendo gli interessi di quanti si affidano alla organizzazione che rappresenta.

Voglio rimanere convinto della buona fede del Sig. Pietrangeli che evidentemente provenendo dalla realtà della Sez. Cinema non ha ben a mente le diversificate problematiche della Sez. Musica e che ha inserito l’argomento ordinanza nella lettera (Vedi Lettera) come “svista”, e che ha, suppongo involontariamente, travisato il senso delle mie obiezioni ritenendole non pertinenti, anche se lo erano sicuramente alla luce dell’o.d.g. da lui indicato nella lettera di invito, ed alla luce della constatazione che la platea era quasi esclusivamente composta da musicisti autori/esecutori.

È sempre triste ed avvilente scoprire che sotto i panni di “Masaniello” si cela pulcinella.

Le problematiche applicative della convenzione oggetto del convegno, su cui il Sig. Pietrangeli ha diretto ogni intervento, non riguardano in maniera diretta chi fa musica, ma gli esercenti, i cd. datori di lavoro, quindi sembrava opportuno  che l’occasione permettesse di chiarire aspetti importanti per tutti, SIAE compresa.

In questa mia invito i destinatari a inoltrare ai loro associati queste righe perché sappiano dove rivolgere le loro voci e perchè comprendano che i musicisti sono “le tute blu” dell’intrattenimento e la SIAE  l’omologo della Breda.

Solo compatti tra di voi, senza miopie o imbavagliamenti, finalmente avrete la tutela che vi spetta e che, in Europa, ai vostri colleghi è già quasi omogeneamente assegnata.

I problemi di tutela, dignità e rispetto della vostra professionalità trovano radice comune in una sola questione, sempre trascurata: ma la SIAE opera da impresa o da Ente?

Non si pensi che sia una questione di poco conto perché l’effettiva tutela nel mondo giuridico dipende dalla instaurazione della corretta relazione con l’interlocutore, che dipende a sua volta dalla corretta qualificazione dello stesso. In pratica, per farsi capire bisogna conoscere la lingua dell’interlocutore, lei parla uno strano giuridichese voi no.

 Nei rapporti professionali tra artisti e SIAE, quest’ultima è il contraente forte, non un mostro, ma una azienda dalla ambigua qualificazione giuridica che condiziona il mercato di cui invece i musicisti sono succubi. La SIAE condiziona il come ed il quanto di un vostro diritto, e lo fa grazie ad una riserva di legge, la stessa legge che invece di accennare ad alleggerire il carico di competenze dell’Ente gliene affida delle altre.

Se si parla di nuove competenze SIAE, servizi diversificati, ma ancora non sono chiariti i rapporti in itinere, dove si collocano le novità? Incertezza su incertezza.

Per esperienza vi dico che i giudici si rifiutano di qualificare in termini di diritto il rapporto tra associati e SIAE, sarebbe rilevante per capire chi deve fare cosa sapere quale contratto vi lega all’Ente, , in tribunale alcuni argomenti, come la fondamentale ord.za di ripartizione non si riescono a ricomprendere in un preciso ambito giurisdizionale, con dilatori rimbalzi tra giustizia ordinaria e quella amministrativa.

Il risultato di tutto questo porta ad una mancanza di tutela, ad una frustrazione del diritto d’azione costituzionalmente garantito, qui effettivo solo in astratto.

Se avessi potuto seguire il mio filo logico avrei semplicemente fatto osservare alla platea che il fatto che la SIAE si occupi della riscossione dei proventi derivanti da diritto d’autore in un regime monopolista di fatto, è una palese violazione alle norme comunitarie sulla concorrenza (in particolare agli  artt . 86 e 90 del Trattato CE, recepito dall’art 9 l.287/90).

A ciò si aggiunge che i cd. servizi diversificati, come la collaborazione con l’ENPALS avuti in concessione aggravano la sua posizione di ambiguità alla luce delle stesse norme frustrando la concorrenza [1].

“Delocalizzazione”, “Flessibilità”, “Concorrenza”, “Europa” sono parole che riempiono chilometri di pagine, di cui  molte scritte dalla stessa SIAE. Scritte ma evidentemente non lette.

Ad ogni modo il risultato è che l’Ente per avere accordi e concessioni utilizza la sua personalità pubblica e nell’esercizio delle sue funzioni il suo lato privatistico, prendendo le tutele di ognuna e risultando efficacemente impunibile nella maggior parte dei casi.

Secondo l’o.d.g. si sarebbe dovuto parlare di ordinanza di ripartizione, uno degli elementi più condizionanti di chi fa musica.

Dove questa ambigua realtà dualistica si manifestata più drammaticamente è proprio nel procedimento di formazione ed attuazione della ordinanza di ripartizione, un atto che pare irremovibile anche quando palesemente iniquo (v. la vicenda della ord. 1/91). 

L’ambigua qualificazione giuridica della SIAE si traduce in alcuni campi in vera e propria denegata giustizia alla luce dei canoni comunitari, ovvero la tutela non è effettiva ed i procedimenti sono comunque tardivi. Tutto questo poi grazie all’abilità di gestire le incertezze di diritto dell’indiscutibilmente competente (e potente) apparato legale che gli stessi aventi diritto (nb.: voi!) finanziano contro se stessi.

Era sorta inoltre una breve querelle con il dott. Giovanetti sulla effettiva esigenza di tutelare il diritto d’autore attraverso l’esclusiva mediazione di un ente pubblico, equivocando però che la natura della vexata questio vertesse sulla qualificazione del diritto stesso.

Non c’è dubbio che sia un diritto soggettivo ed immateriale, quindi di difficile tutela,  è altresì certo che lo stato debba garantire strumenti di tutela ma  è altrettanto certo che lo Stato non debba più opporre strumenti di controllo o mediazione, più o meno diretta,sui proventi derivanti, ma lasciare spazio alla libera organizzazione e circolazione dei servizi . Esistono altri diritti immateriali, ma nessun ente che ne gestisca in modo centralizzato i proventi

Non servo certamente io, poi,  per ricordare la situazione di altri paesi in cui gli aggi ed i proventi assumono consistenze ben diverse, e non a svantaggio dell’artista.

Quindi in conclusione il problema di cui è indice anche il rapporto SIAE/ENPALS è che la prima non accenna ad ubbidire alle regole di mercato, ma che anzi le condiziona.

Penso, dunque,  che alla luce delle tematiche proposte come oggetto nella lettera di invito, la composizione della sala e gli interlocutori presenti, queste riflessioni potessero generare un proficuo dibattito ed interessare i presenti i quali, invece, non hanno giovato di alcuna nuova informazione, limitandosi ad assistere ad una mera presentazione di un servizio, certamente utile ed intelligente, ma che non tocca le problematiche “calde” della loro quotidiana realtà professionale, mancando, inoltre, l’ennesima occasione, per la incolpevole miopia di chi si propone loro “tribuno” (Pietrangeli), di confrontarsi con chi, invece, perseguendo altri fini istituzionali (SIAE)  della tutela della categoria non ne ha particolarmente cura.

 

Fate vobis.

Cordialmente

Gianluca Rotino*



[1] Per non annoiare i lettori della presente con disquisizioni di diritto mi permetto di rinviare alla mia relazione “Ripartiamo da Verdi”, presentata al DISMA dello scorso anno e reperibile all’indirizzo web www.idyllium.it/Asae.htm

 

* Consulente legale in diritto d’autore, proprietà intellettuale, information tecnology, presso lo Studio Legale Associato Bergmann – Eurojuris di Milano, ricercatore presso l’Istituto di Diritto Processuale Civile della Università dergli Studi di Milano, Consulente per le questioni legali della ASAE, Associazione Sindacale Autori  Editori (gianlucarotino@hotmail.com)