Egr. Signor Direttore,
alla notizia data dal Vs. quotidiano della costituzione della
"Cooperativa per la tutela delle opere dell'ingegno", con sede
a Bologna in via d'Azeglio n° 15, composta da alcuni tra i più
illustri nomi della musica leggera, ci siamo resi conto di come si può
riuscire, con una semplice manovra legale, a passare da carnefici a
vittime con una noncuranza sbalorditiva, usando anche la propria
notorietà.
Infatti alcuni dei componenti della nascente cooperativa e precisamente
i signori Gino Paoli e Giulio Rapetti in arte "Mogol", si sono
resi artefici fino a poco tempo fa di azioni che contraddicono
vistosamente le idee espresse attualmente.
In particolare Gino Paoli si è costituito adjuvantum contro un ricorso
avanzato da alcuni iscritti componenti dell'ASAE, dal CODACONS e
dall'avvocato Renato Recca, ancora pendente davanti al TAR del Lazio,
per l'annullamento della Ordinanza di Ripartizione della SIAE del 1991.
La quale Ordinanza ha escluso peraltro dalle operazioni di pagamento la
maggior parte degli Autori sconosciuti, accreditandone i proventi nella
maggior parte dei casi ai Soci ricchi.
Non si capisce con questo principio di base, come possa il signor Gino
Paoli aiutare i giovani talenti. Non sarà che forse il grande autore
non abbia le idee molto chiare, visto anche il suo continuo vagare
politico?
Per quel che riguarda "Mogol" alias Giulio Rapetti, il
discorso è ben diverso come fatti, anche se non cambia la sostanza;
infatti con l'aiuto di quei signori che stavano ai vertici della SIAE e
che adesso sono illegittimi, come del resto lo è lui stesso, ha fondato
la famosa quanto inutile scuola per Autori tanto pubblicizzata anche in
TV, e per di più, per metà con i fondi della stessa SIAE e quindi
anche con i proventi dei piccoli autori.
Oltretutto il compositore, costituendo un'associazione definita non a
scopo di lucro, ha indetto nella suddetta scuola dei corsi quindicinali
il cui costo va da un minimo di Lit. 7.500.000, ad un massimo di Lit.
10.000.000 !!!
Ma adesso che la SIAE è ad un passo del commissariamento, anche lui ha
ritenuto ben opportuno passare da una parte più conveniente e
soprattutto meno pericolosa per lui stesso, sia come persona che come
immagine.
Vogliamo precisare, anche in merito della spaccatura creatasi in SIAE,
che secondo il nostro parere la SIAE deve essere commissariata e anche
se rispettiamo il parere espresso dalla scrittrice Dacia Maraini, perché
auspichiamo che almeno lei sia in buona fede, non ne condividiamo le
proprie richieste: infatti sia lei che gli artisti che la sostengono,
non conoscono i gravi motivi che hanno spinto il Consiglio dei Ministri
alla definitiva decisione del commissariamento della SIAE; supponiamo
oltretutto che la scrittrice sia stata usata molto abilmente da persone
senza scrupoli, con uno scopo poco nobile. (Quello di voler rimanere al
potere)
E' allo stesso modo, che adesso vengono usati gli altri inconsapevoli
soci componenti della cooperativa di Mogol e Paoli e proprio da questi
ultimi, ma con uno scopo diverso. (Quello di uscire indenne da una
brutta faccenda)
Si sa che da sempre si cercano di scaricare le responsabilità sui più
deboli e che in questo momento, per quello che concerne questa
situazione, i più deboli sono quelli che qualche settimana fa erano i
più forti e cioè gli ex componenti del Consiglio di Amministrazione
della SIAE; ma è inammissibile ed infame che chi ha partecipato
attivamente a condurre la SIAE fino ad ora per trasformarla in un
carrozzone, cerchi di uscirne con il braccio teso gridando "J'accuse!".
La democratizzazione dell'ente SIAE, deve avvenire qualunque sia il
prezzo da pagare, ma soprattutto diffidando di quelle persone che
cambiano le tendenze con una facilità sorprendente, perché sono le
stesse che potrebbero riportare l'ente, con le loro ambiguità e la loro
povertà d'animo, ad una situazione che attualmente ben conosciamo.
La SIAE che tutela il diritto d'Autore nel suo significato più nobile,
ha bisogno di persone che sappiano valutare il patrimonio artistico
degli Autori Italiani e non solo da un livello di censo e popolarità,
ma dal lato prettamente artistico e professionale, perché solo in
questo modo si possono far nascere gli Autori che tutto il mondo ci
invidia. |