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Il Musicista Rischia l'Estinzione...!

il Commento di: LOUIS VIVIERS

Stiamo rischiando veramente l'estinzione.

Il mestiere di musicista professionista, mai come ora sta subendo un tremendo contraccolpo negativo da parte di tutte le istituzioni.

Dopo anni e anni di precariato e lavoro notturno nei più beli ma anche più brutti locali notturni di tutta Italia, arrivano nuove normative che in un primo momento sembrano piovere dal cielo, come se le mie e le vostre preghiere lamentose fossero state ascoltate dal dio protettore degli orchestrali.
a il risveglio e subito accompagnato da una doccia gelata.

Si chiede a viva voce dagli organi preposti alla riscossione dei tributi e della previdenza sociale di dare un giro di vite a tutte sulle situazioni che tecnicamente si chiamano far riemergere il sommerso, ovvero l'evasione parziale o in alcuni casi totale, fino a qui tutto bene, almeno io sono perfettamente d'accordo.

Ma l'incredibile e che nessuno pensa a fronte di ciò che prima di perseguitare , forse  meglio creare delle leggi e degli statuti del lavoro dove sia sancito e scritto a chiare lettere tutto ciò che un normale lavoratore di qualsiasi altra categoria e aiutato.

Ignari qua non esiste un contratto nazionale che regoli le tariffe gli orari i diritti ed i doveri, la logica conseguenza sarà che i presunti datori di lavoro o coloro i quali richiedono le nostre prestazioni, quando sentiranno avanzare da parte nostra una qualunque richiesta di aggiornamento paghe (che oltretutto dovrebbero essere calcolate in base alla specializzazione del nostro lavoro, al pari di medici dentisti o chiunque i fregi di essere uno specialista).


E vi assicuro che noi professionisti della musica siamo tali da considerare di esserlo , perché noi siamo specializzati nell'intrattenimento e nessuno più di noi sa cosa costa ogni giorno in applicazione e dedizione l'aggiornamento al repertorio(ore e ore pomeridiane di prove)l'aggiornamento tecnologico sugli strumenti sui computer sui software, e vogliamo dimenticare le ore spese a tenere aggiornata e piacente la nostra immagine.

La gente ti vede divertito e sorridente sul palco ma non sa che tutto questo ti e costato anni ed anni di esperienza e di esercizio quotidiano, per citare il mio esempio io passo l'intera giornata lavorando per il mio amato mestiere, ed investendo anche molto di quel poco che guadagno per continuare a studiare ed essere al passo con i tempi.

 

E invece cosa succede…? , che la gente o meglio  proprietari di locali ti trattano come uno che debba ringraziare lui per farti l'elemosina di esibirti, e trasformare il suo locale da mortorio che sarebbe in ambiente allegro e vivo.

Veniamo costantemente minacciati da impresari e gestori al minimo accenno di adeguamento paga o di una pausa più umana per far riposare voce e mente (trascuriamo pure il corpo), ma lo sanno l'oro cosa significa impegnarsi in una performance esecutiva per dare il meglio e trasmettere emozioni alla gente? ve lo dico io.Forse solo i monaci tibetani si impegnano tanto nella ricerca del nirvana.

La costante concentrazione sul pubblico sul repertorio sugli strumenti, tutto deve filare liscio come l'olio altrimenti non funziona e fai flop, e dopo giù dal palco vai con le pubbliche relazioni sorrisi e gentilezza per tutti per conquistare anche umanamente il pubblico.

Tutto questo sembra essere sconosciuto a tutti loro (o forse fanno finta per convenienza) e se tu chiedi loro, rispondono quella e la porta accomodati come te ne trovo quanti ne voglio e allora tu zitto, cazzo…!!! c'e la cambiale della tastiera da pagare, l noleggio da Merula (negozio di strumenti musicali), del nuovo mixer digitale, e le tratte dello studio casalingo come le pago…? e loro gongolano sapendo di averti messo a cuccia, e come in una mano di poker godono per aver vinto bluffando.

Ma se poi tu sei un tipo che alla dignità ci tieni anche perché la carta dei diritti europea dice che la dignità di un uomo è un valore incalpestabile, gli rispondi per le rime , e come per magia nessuno ti fa più lavorare, io ve lo posso testimoniare personalmente perché appartengo alla seconda categoria!

Ma dico io e mai possibile ce nel 2002, siamo ancora in balia del vento di tramontana…?

Lo stato vuole i nostri soldi ebbene io sono qua pronto a fare il mio dovere, ma per l'amor di Dio fateci queste benedette leggi che in altri paesi confinanti esistono da più di trent'anni.

Piccolo esempio: Tu hai un locale notturno dove vuoi intrattenere i clienti con sottofondo musicale. ok bene in base alla grandezza od all'orario di chiusura obbligo di assumere musicisti, paghe che abbiano un minimo sindacale che poi possano salire in base alla qualità ed al successo dei singoli artisti insomma dallo spettacolo offerto, trattenute alla fonte a carico del gestore in un unica aliquota che tenga conto dei costi nostri di gestione e che questi versamenti servano a qualcosa perché qui in Italia non danno indietro niente.

In quasi tutti i paesi dell'Europa se non lavori percepisci un assegno di disoccupazione che ti permetterà di riorganizzarti e reinserirti nel giro.

Assicurazioni malattia che ti proteggano ,io in diversi anni di lavoro ho perso contratti a causa di malattie che colpivano i musicisti del gruppo senza ricevere un minimo di comprensione ed assistenza, come se prendere una bronchite fosse una colpa meritevole di fucilazione.

Ma insomma noi esistiamo e vero pagheremo e  altrettanto vero ma nel giro di poco tempo moriremo e scompariremo ,i più giovani forse troveranno un lavoro come operai i più vecchi(perché nel mondo del lavoro si diventa vecchi presto, ma mai abbastanza per prendere la pensione)?????????boooooooooo forse la Caritas farà qualcosa.

Non mi dilungo oltre perché la rabbia mista ad impotenza potrebbe farmi oltrepassare il limite ma di certo io spero che questo mio piccolo scritto abbia una eco e se proprio dovrò smettere di fare ciò che amo , maledico con tutto il cuore l'indifferenza che regna sovrana in questa situazione.

Svegliatevi fate sentire la vostra voce , forse riusciremo ad organizzare una rivoluzione in questo mondo di indifferenza ed egoismo, sopratutto usciamo da quel vizio di pensiero che sapendo che il prossimo mese io lavorerò tutti gli altri vadano a farsi benedire,

Ricordate il vecchio detto “l'unione fa la forza”

e allora datemi una leva ed io vi solleverò il mondo.
alla prossima

Ciao il vostro Louis Viviers